Centro di Riferimento ENDOLIFT®, RADIESSE®, ZO SKIN HEALTH®, ULTHERAPY® e SKINPEN® a Napoli e Milano

Chirurgo e Medico Estetico

Centro di Riferimento ENDOLIFT®, RADIESSE®, ZO SKIN HEALTH®, ULTHERAPY® e SKINPEN® a Napoli e Milano

SkinPen® e Microneedling: la nuova frontiera per migliorare la qualità della pelle

Ultherapy PRIME® per l’uomo: i vantaggi del lifting non chirurgico per mandibola e collo (senza effetto artificiale)

Ultherapy PRIME® per l’uomo: i vantaggi del lifting non chirurgico per mandibola e collo (senza effetto artificiale)

Il mondo della medicina estetica è circondata da un equivoco, ossia che si tratti di un mondo destinato esclusivamente al mondo femminile. Nulla di più sbagliato. Si tratta infatti di un preconcetto largamente superato, fortunatamente. Anche l’uomo vive un rapporto delicato con la propria immagine e  anche per l’uomo c’è un momento, spesso non dichiarato, in cui inizia a percepire un cambiamento nel proprio volto e a vivere una condizione di disagio o insoddisfazione. È proprio in questa fase che la medicina estetica rappresenta una risposta, a condizione di non commettere l’errore di trattare il volto dell’uomo come quello della donna. Trattare un volto maschile, infatti, non significa applicare tecniche già esistenti, ma interpretare una fisiologia diversa.

La pelle maschile: una struttura che invecchia in modo diverso

La pelle dell’uomo non è una versione più spessa di quella femminile. È un tessuto con caratteristiche proprie, che nel tempo segue una traiettoria differente.

La maggiore densità del collagene, lo spessore cutaneo più elevato e una diversa distribuzione del tessuto adiposo conferiscono al volto maschile una maggiore resistenza nelle fasi iniziali della vita. Tuttavia, quando il cedimento inizia, tende a manifestarsi in modo più strutturale che superficiale.

Non compaiono solo segni sottili, ma cambia la geometria del volto. La linea mandibolare perde definizione, il collo si rilassa, il terzo inferiore si appesantisce. Non è tanto una perdita di volume quanto una perdita di tensione.

Perché Ultherapy PRIME® per il trattamento del volto dell’uomo

Ultherapy PRIME® non nasce per aggiungere qualcosa al volto, ma per lavorare su ciò che già esiste. Il suo principio è semplice, ma profondamente diverso rispetto ad altre tecniche: non modifica la superficie, non introduce volumi, non cambia i tratti.

Agisce in profondità, attraverso ultrasuoni microfocalizzati, raggiungendo livelli che nella medicina estetica tradizionale sono difficilmente accessibili. Il target principale è lo SMAS, il sistema muscolo-aponeurotico superficiale, lo stesso piano su cui interviene la chirurgia nel lifting. Questo significa che il trattamento non lavora sull’effetto visibile immediato, ma su una risposta biologica che si sviluppa nel tempo. L’energia viene rilasciata in punti precisi, creando microzone di attivazione che stimolano la produzione di nuovo collagene. Non si tratta di una correzione, ma di un processo. Dal punto di vista clinico, Ultherapy non cambia il volto, ne migliora la qualità strutturale.

La differenza che conta: risultato visibile o risultato credibile

Nel paziente maschile esiste una linea sottile tra miglioramento e alterazione. Superarla è molto più facile di quanto si pensi. È proprio qui che Ultherapy PRIME® mostra il suo valore. La sua azione progressiva consente di ottenere un miglioramento che si integra nel volto, senza creare discontinuità. Non c’è un “prima e dopo” netto, ma una trasformazione graduale, coerente con la fisiologia. Il risultato, quando è corretto, non genera domande. Si percepisce, ma non si spiega.

Jawline e collo: dove il cambiamento diventa evidente

Nel volto maschile, alcune aree assumono un ruolo centrale nel definire l’aspetto complessivo. Tra queste, la linea mandibolare rappresenta probabilmente il punto più critico.

Una jawline ben definita è uno degli elementi che più contribuiscono alla percezione di forza e presenza. Quando questa definizione si perde, anche in modo lieve, l’intero volto cambia. Intervenire su questa zona con approcci volumetrici può sembrare una soluzione immediata, ma spesso porta a risultati poco naturali. Il rischio è quello di appesantire invece di definire.

Ultherapy lavora in modo opposto: non aggiunge, ma tende. Non riempie, ma sostiene. E lo fa partendo dai piani profondi, dove si genera la vera struttura del volto. Lo stesso vale per il sottomento e il collo, aree in cui il cedimento è spesso precoce e dove un intervento mirato può fare una differenza significativa senza alterare l’equilibrio complessivo.

Il tempo come parte del trattamento

Uno degli aspetti più importanti da comprendere è che Ultherapy PRIME® non produce un effetto immediato nel senso tradizionale del termine. Il risultato si costruisce nel tempo, seguendo una sequenza biologica precisa. Dopo lo stimolo iniziale, il tessuto attiva un processo di neocollagenesi che evolve nel corso delle settimane. Questo comporta un miglioramento progressivo della tensione e della qualità cutanea. Per molti pazienti uomini, questa gradualità rappresenta un vantaggio. Il cambiamento non è improvviso, non espone, non crea quella sensazione di “intervento” che spesso genera resistenza.

Il ruolo del medico: leggere il volto, non applicare una tecnica

In questo tipo di approccio, il trattamento non è mai il punto di partenza. Lo è la lettura del volto. Ogni paziente presenta una combinazione unica di struttura, dinamica e aspettative. Nel volto maschile, questa lettura è ancora più importante, perché il margine di errore è ridotto. Intervenire troppo o nel modo sbagliato può compromettere l’equilibrio. Il compito del medico non è proporre una soluzione standard, ma capire se e quando intervenire, e soprattutto come farlo senza alterare l’identità del paziente. Perché il vero obiettivo non è cambiare il volto ma mantenerlo credibile nel tempo.

L’ingresso dell’uomo nella medicina estetica non rappresenta solo un cambiamento di target, ma una trasformazione dell’approccio. Ultherapy PRIME® si inserisce in questo scenario come una tecnologia coerente con la fisiologia maschile: lavora sulla struttura, rispetta i tempi biologici e consente di ottenere risultati progressivi, naturali e difficilmente riconducibili a un intervento.

Riferimenti bibliografici

Fabi SG. Noninvasive skin tightening: focus on new ultrasound techniques. Clinical, Cosmetic and Investigational Dermatology. 2015;8:47–52.

Pavicic T, et al. Microfocused ultrasound with visualization (MFU-V) for skin tightening and lifting: consensus guidelines. Journal of Cosmetic Dermatology. 2021;20(6):1722–1730.

Alam M, White LE, Martin N, et al. Ultrasound tightening of facial and neck skin: a rater-blinded prospective cohort study. Journal of the American Academy of Dermatology. 2010;62(2):262–269.

Suh DH, et al. Intense focused ultrasound tightening in Asian skin: clinical and histologic evaluation. Dermatologic Surgery. 2011;37(11):1595–1602.

Goldberg DJ, et al. Clinical, histologic, and ultrasound imaging findings after microfocused ultrasound treatment. Dermatologic Surgery. 2014;40(5):513–520.

White WM, Makin IR, Slayton MH, Gliklich RE. Selective creation of thermal injury zones in the superficial musculoaponeurotic system using focused ultrasound. Lasers in Surgery and Medicine. 2007;39(4):290–296.

Werschler WP, et al. Advances in noninvasive facial rejuvenation: role of ultrasound-based devices. Dermatologic Clinics. 2019;37(3):359–370.

Se vuoi informazioni sui trattamenti e le disponibilità per una visita medica, scrivici su WhatsApp.