Centro di Riferimento ENDOLIFT®, RADIESSE®, ZO SKIN HEALTH®, ULTHERAPY® e SKINPEN® a Napoli e Milano

Chirurgo e Medico Estetico

Centro di Riferimento ENDOLIFT®, RADIESSE®, ZO SKIN HEALTH®, ULTHERAPY® e SKINPEN® a Napoli e Milano

SkinPen® e Microneedling: la nuova frontiera per migliorare la qualità della pelle

Skincare autunnale: consigli sulla routine e sulle buone abitudini che aiutano la pelle

L’autunno viene spesso presentato come il momento in cui bisogna cambiare completamente skincare: una crema più ricca, nuovi sieri, retinolo, acidi, trattamenti riparatori dopo l’estate. In realtà la pelle non segue il calendario con questa precisione. A settembre e nei mesi successivi possono cambiare temperatura, umidità, esposizione solare e abitudini quotidiane, e questo può modificare idratazione, comfort e funzione barriera. Ma non tutte le pelli reagiscono nello stesso modo e, soprattutto, non tutte hanno bisogno di più prodotti. La prima cosa da fare è osservare. Una pelle che tira, si arrossa o reagisce più facilmente ha esigenze diverse da una cute ancora seborroica; una discromia dopo l’estate, come abbiamo visto in un precedente approfondimento, non si gestisce come una semplice secchezza; una reale perdita di compattezza non si risolve aumentando la quantità di crema. Una buona skincare autunnale non comincia dalla stagione: comincia dalla condizione reale della pelle.

C’è poi un secondo punto che considero ancora più importante. La pelle non vive isolata dal resto dell’organismo. Dorme quando dormiamo, viene esposta al fumo se fumiamo, attraversa i nostri periodi di stress, riceve ciò che introduciamo con l’alimentazione e continua a essere esposta alla radiazione ultravioletta anche quando le vacanze sono finite. Per questo parlare seriamente di skincare significa parlare contemporaneamente di cosmetici e di stile di vita. Una routine ben costruita e buone abitudini quotidiane non sono due strategie alternative: sono due parti dello stesso progetto di prevenzione.

In autunno partirei dalla barriera cutanea, non dagli attivi

Dopo l’estate la tentazione è spesso quella di “fare di più”. Aggiungere esfolianti, riprendere rapidamente il retinolo, utilizzare più sieri contemporaneamente. Se però la pelle appare irritata, ruvida, più reattiva o tende a bruciare, può essere più sensato fare il contrario: semplificare. La barriera cutanea limita la perdita di acqua e contribuisce a proteggere il tessuto dall’ambiente esterno. Quando il suo equilibrio è alterato, anche prodotti normalmente ben tollerati possono diventare fastidiosi.

La base dovrebbe quindi rimanere estremamente semplice: detersione delicata, idratazione adeguata e fotoprotezione. Il detergente non deve lasciare necessariamente la sensazione di pelle “sgrassata”; una crema dovrebbe essere scelta in relazione a tipo di cute, clima e tollerabilità, non perché l’autunno richieda automaticamente texture più pesanti. Ingredienti umettanti, emollienti e lipidi fisiologici possono essere utili quando l’obiettivo è sostenere l’idratazione e la funzione barriera, ma anche qui la formulazione complessiva conta più della presenza dell’ingrediente di moda.

Una regola che considero utile è questa: prima si ristabilisce una pelle che tollera bene la propria routine, poi eventualmente si lavora in modo più attivo sul photoaging.

Retinoidi, antiossidanti e acidi: pochi, scelti bene e introdotti con criterio

Se la barriera è stabile, l’autunno può essere un buon momento per rivalutare gli attivi utilizzati nella skincare. Non perché esista una stagione obbligatoria del retinolo, ma perché dopo i mesi di maggiore esposizione solare molte persone tornano a una routine più regolare. I retinoidi sono tra gli ingredienti con la letteratura più solida nel photoaging, ma efficacia e tollerabilità devono sempre essere considerate insieme. Aumentare rapidamente frequenza e concentrazione non significa necessariamente ottenere un risultato migliore: può semplicemente significare irritare di più.

Lo stesso vale per alfa-idrossiacidi, beta-idrossiacidi, vitamina C, niacinamide e attivi depigmentanti. Non considero una skincare sofisticata quella che contiene il maggior numero possibile di molecole. Una routine ben costruita può essere molto essenziale. Al mattino, per molte persone, può essere sufficiente una detersione proporzionata alla propria pelle, un eventuale antiossidante ben tollerato, una crema quando necessaria e una fotoprotezione adeguata. Alla sera, detersione, idratazione e, se indicato, un retinoide introdotto gradualmente possono costituire già una strategia completa. Gli esfolianti dovrebbero essere aggiunti solo quando esiste una ragione per farlo, evitando di sovrapporre continuamente prodotti irritanti.

La domanda utile non è quindi “quanti attivi uso?”, ma “che cosa sto cercando di migliorare e quanto bene la mia pelle tollera ciò che sto facendo?”

La protezione solare non va in vacanza a settembre

Uno degli errori più frequenti è considerare il solare un prodotto legato al mare. Il photoaging, invece, è il risultato di esposizioni cumulative. La radiazione UV contribuisce nel tempo ad alterazioni della pigmentazione e della matrice dermica e può favorire processi coinvolti nella degradazione del collagene. L’intensità dell’esposizione cambia con la stagione, naturalmente, e la gestione della fotoprotezione deve tenere conto di fototipo, attività, tempo trascorso all’aperto, presenza di melasma o altre condizioni. Ma smettere automaticamente di proteggere la pelle perché è settembre non ha molto senso dal punto di vista biologico.

Per questo la fotoprotezione rimane, a mio avviso, uno dei gesti più importanti di una strategia di skin longevity. Non è il prodotto più affascinante della routine, non promette trasformazioni rapide, ma lavora sulla prevenzione del danno che ancora non vediamo. E spesso la prevenzione più efficace è proprio quella che produce meno spettacolo.

Sonno: nessuna crema può sostituire il recupero

Se dovessi mettere sullo stesso piano un prodotto cosmetico e un’abitudine di vita, partirei dal sonno. La relazione tra qualità del sonno e salute cutanea non può essere ridotta alla frase “dormire elimina le rughe”, ma esistono dati che collegano una cattiva qualità cronica del sonno a peggiori indicatori di invecchiamento intrinseco e a un recupero meno efficiente della barriera dopo stress sperimentali.

Il punto, però, è ancora più ampio. Il sonno partecipa ai processi di recupero dell’organismo e influenza metabolismo, regolazione neuroendocrina e infiammazione. Per questo considero poco coerente costruire una routine serale estremamente sofisticata e contemporaneamente normalizzare settimane di riposo insufficiente. Dormire meglio non è un trattamento cosmetico. È una condizione biologica nella quale anche la pelle può funzionare meglio.

Alimentazione: la pelle non ha bisogno di un detox autunnale

Con il cambio di stagione tornano puntualmente i concetti di detox, alimenti anti-age e nutrienti che “stimolano il collagene”. Preferisco un approccio molto meno spettacolare. La pelle ha bisogno degli stessi elementi fondamentali di cui ha bisogno l’organismo: un apporto energetico adeguato, proteine, acidi grassi essenziali, vitamine e micronutrienti all’interno di una dieta equilibrata.

Non credo nella ricerca del singolo superfood capace di ringiovanire la pelle. Trovo più sensato parlare di pattern alimentare: varietà di vegetali, fonti proteiche adeguate, grassi di buona qualità, limitazione degli eccessi e un’alimentazione sostenibile nel tempo. Alcuni studi mostrano effetti interessanti di specifici interventi nutrizionali su idratazione, elasticità o altri parametri cutanei, ma le evidenze sono eterogenee e non giustificano la trasformazione di un ingrediente in una terapia universale.

Mangiare bene non sostituisce un retinoide, così come un retinoide non sostituisce un’alimentazione adeguata. Sono livelli diversi dello stesso contesto biologico.

Bere correttamente sì, ma senza trasformare l’acqua in un cosmetico

Anche sull’idratazione esiste una semplificazione molto diffusa: “bevi due litri e la pelle sarà più idratata”. L’idratazione dell’organismo è fondamentale, ma una barriera cutanea alterata non si corregge semplicemente aumentando il numero di bicchieri d’acqua. Le evidenze disponibili suggeriscono un possibile beneficio cutaneo soprattutto nelle persone che partono da un’assunzione idrica bassa, ma la qualità degli studi non consente affermazioni molto più forti.

Bere adeguatamente rimane quindi una buona abitudine di salute. Idratarsi dall’interno e mantenere l’idratazione dello strato corneo attraverso la skincare sono però due processi differenti.

Fumo: uno dei fattori modificabili che pesa davvero

Se esiste una buona abitudine di vita alla quale attribuire un peso reale nella prevenzione dell’invecchiamento cutaneo, è non fumare. L’esposizione al fumo di tabacco è associata a invecchiamento cutaneo precoce e a processi di stress ossidativo e alterazione della matrice dermica. È una delle situazioni nelle quali il messaggio può essere molto meno sfumato.

Possiamo parlare di antiossidanti, biostimolazione, retinoidi, laser e tecnologie sofisticate, ma continuare a fumare significa mantenere attivo un fattore biologico che lavora nella direzione opposta. Smettere di fumare ha una rilevanza per la salute generale incomparabilmente maggiore rispetto alla scelta tra due sieri anti-age. Anche la pelle beneficia di questa decisione.

Movimento: non per “ringiovanire la pelle”, ma per invecchiare meglio

L’attività fisica non dovrebbe essere presentata come un trattamento dermatologico. Sarebbe scorretto. Le evidenze sui suoi effetti diretti sulla struttura cutanea sono ancora molto meno robuste di quelle che ne dimostrano i benefici cardiovascolari, metabolici e muscolari. Ma proprio qui sta il punto: la pelle appartiene a quell’organismo.

Un corpo metabolicamente più sano, una migliore capacità funzionale e un minore rischio di numerose patologie croniche rappresentano il contesto nel quale anche i tessuti invecchiano. Per questo il movimento entra pienamente nel mio concetto di longevity, senza bisogno di attribuirgli promesse cosmetiche che non gli appartengono.

Anche lo stress fa parte dell’exposome della pelle

Lo stress non “crea rughe” in modo lineare, e sarebbe banale sostenerlo. Esistono però studi sperimentali che mostrano come condizioni di stress psicologico possano interferire con alcuni processi di recupero della barriera epidermica. La pelle è infatti parte di un sistema neuro-immuno-endocrino complesso e non è sorprendente che risenta del contesto in cui l’organismo vive.

Gestire lo stress non significa promettersi una pelle perfetta. Significa riconoscere che recupero, pause, relazioni, attività piacevoli e sostenibilità del ritmo quotidiano sono parte della salute, non un lusso da prendere in considerazione soltanto quando rimane tempo.

La mia skincare autunnale ideale? Essenziale, costante e personalizzata

Se dovessi sintetizzare l’approccio che consiglierei entrando nei mesi autunnali, non costruirei una routine di dieci passaggi. Comincerei controllando che la detersione sia delicata e adeguata alla pelle. Verificherei che l’idratazione sia sufficiente senza utilizzare prodotti eccessivamente occlusivi quando non necessari. Manterrei la fotoprotezione. Valuterei eventualmente l’introduzione o la ripresa graduale di un retinoide o di altri attivi mirati, evitando combinazioni aggressive e modificando una cosa alla volta.

Contemporaneamente attribuirei la stessa importanza a sonno regolare, astensione dal fumo, alimentazione equilibrata, attività fisica, idratazione adeguata e gestione dello stress. Perché una skincare efficace dovrebbe lavorare insieme alla biologia, non tentare continuamente di compensare comportamenti che lavorano nella direzione opposta.

Questo è probabilmente il concetto che considero più importante: skin longevity non significa avere una routine più complessa. Significa costruire nel tempo condizioni più favorevoli perché la pelle possa mantenere qualità, funzione e capacità di adattamento.

Quando la skincare non è più sufficiente

Esistono infine problemi che nessuna routine domiciliare può correggere da sola. Una vera lassità dei tessuti non viene risolta da una crema; cicatrici, acne persistente, rosacea, dermatiti o pigmentazioni importanti richiedono una corretta valutazione; anche alterazioni della skin quality possono beneficiare, quando esiste l’indicazione, di strategie mediche o tecnologie specifiche.

Per questo non considero skincare e medicina estetica due mondi separati. La skincare rappresenta il lavoro quotidiano; la medicina estetica può intervenire quando il livello anatomico o biologico del problema supera ciò che un cosmetico può realisticamente modificare. Il trattamento dovrebbe aggiungersi alle buone abitudini, non sostituirle.

L’autunno può quindi diventare un buon momento per rivedere la routine, ma soprattutto per rivedere il modo in cui ci prendiamo cura di noi stessi. Forse la domanda più utile non è “quale prodotto devo aggiungere a settembre?”, ma “quali scelte quotidiane sto facendo per permettere alla mia pelle e al mio organismo di invecchiare meglio?”

Una buona crema conta. Un retinoide, quando indicato, può contare molto. La fotoprotezione conta moltissimo. Ma contano anche il sonno, ciò che mangiamo, il movimento, il fumo, lo stress e la costanza delle nostre abitudini. La pelle non distingue tra skincare e stile di vita: riceve gli effetti di entrambi.

 Bibliografia scientifica

Engebretsen KA, Johansen JD, Kezic S, Linneberg A, Thyssen JP. The effect of environmental humidity and temperature on skin barrier function and dermatitis. J Eur Acad Dermatol Venereol. 2016;30(2):223-249. doi:10.1111/jdv.13301. PMID: 26449379.

Dolečková I, Čápová A, Machková L, Moravčíková S, Marešová M, Velebný V. Seasonal variations in the skin parameters of Caucasian women from Central Europe. Skin Res Technol. 2021;27(3):358-369. doi:10.1111/srt.12951. PMID: 33084174.

Hughes MCB, Williams GM, Baker P, Green AC. Sunscreen and prevention of skin aging: a randomized trial. Ann Intern Med. 2013;158(11):781-790. doi:10.7326/0003-4819-158-11-201306040-00002. PMID: 23732711.

Sitohang IBS, Makes WI, Sandora N, Suryanegara J. Topical tretinoin for treating photoaging: A systematic review of randomized controlled trials. Int J Womens Dermatol. 2022;8(1):e003. doi:10.1097/JW9.0000000000000003. PMID: 35620028.

Oyetakin-White P, Suggs A, Koo B, et al. Does poor sleep quality affect skin ageing? Clin Exp Dermatol. 2015;40(1):17-22. PMID: 25266053.

Garg A, Chren MM, Sands LP, Matsui MS, Marenus KD, Feingold KR, Elias PM. Psychological stress perturbs epidermal permeability barrier homeostasis: implications for the pathogenesis of stress-associated skin disorders. Arch Dermatol. 2001;137(1):53-59. doi:10.1001/archderm.137.1.53. PMID: 11176661.

Akdeniz M, Tomova-Simitchieva T, Dobos G, Blume-Peytavi U, Kottner J. Does dietary fluid intake affect skin hydration in healthy humans? A systematic literature review. Skin Res Technol. 2018;24(3):459-465. doi:10.1111/srt.12454. PMID: 29392767.

Morita A. Tobacco smoke causes premature skin aging. J Dermatol Sci. 2007;48(3):169-175. PMID: 17951030.

Morita A, Torii K, Maeda A, Yamaguchi Y. Molecular basis of tobacco smoke-induced premature skin aging. J Investig Dermatol Symp Proc. 2009;14(1):53-55. doi:10.1038/jidsymp.2009.13. PMID: 19675554.

Krutmann J, Bouloc A, Sore G, Bernard BA, Passeron T. The skin aging exposome. J Dermatol Sci. 2017;85(3):152-161. doi:10.1016/j.jdermsci.2016.09.015. PMID: 27720464.

Oizumi R, Sugimoto Y, Aibara H. The Potential of Exercise on Lifestyle and Skin Function: Narrative Review. JMIR Dermatol. 2024;7:e51962. doi:10.2196/51962. PMID: 38483460.

Ng JY, Ng XMGY, Wong QYA, Chew FT. Dietary interventions in skin ageing: a systematic review and meta-analysis. J Nutr Health Aging. 2025;44(1):26. doi:10.1186/s40101-025-00408-4. PMID: 41174715.

Schachner L, Alexis A, Andriessen A, et al. The Importance of a Healthy Skin Barrier From the Cradle to the Grave Using Ceramide-Containing Cleansers and Moisturizers: A Review and Consensus. J Drugs Dermatol. 2023;22(2 Suppl 1):s3-s14. PMID: 36745380.

Se vuoi informazioni sui trattamenti e le disponibilità per una visita medica, scrivici su WhatsApp.