
Occhio infossato (o sunken upper eyelid): quando la palpebra superiore perde volume e lo sguardo cambia
Quando si parla di ringiovanimento dello sguardo, l’attenzione si concentra quasi sempre sulla parte inferiore dell’occhio: occhiaie, borse, solco lacrimale e qualità della pelle. Esiste però un’altra area, meno raccontata ma altrettanto importante, che può modificare profondamente l’espressione del volto: la palpebra superiore scavata (o infossata).
Il paziente la descrive spesso come “occhio scavato sopra”, “occhio infossato” o, utilizzando un’espressione inglese diventata frequente sui social, sunken eye o sunken upper eyelid.
Ma di cosa si tratta? La zona compresa tra sopracciglio e palpebra appare più vuota, l’osso orbitario diventa maggiormente visibile e si crea un’ombra profonda sopra l’occhio. Il risultato può essere uno sguardo stanco, severo o scheletrico, anche quando la persona si sente bene e riposa regolarmente.
Non si tratta semplicemente di una ruga e nemmeno, necessariamente, di un eccesso di pelle. Nella maggior parte dei casi, ciò che sta cambiando è l’equilibrio dei volumi e dei tessuti della regione perioculare superiore. Per questo non tutto ciò che appare scavato deve essere automaticamente riempito: prima di scegliere il trattamento è necessario comprenderne la causa.
Cosa si intende quando si parla di occhio infossato o palpebra superiore scavata
La palpebra superiore scavata è caratterizzata da una depressione più o meno evidente nella zona situata sopra il bulbo oculare e sotto l’arcata sopraccigliare.
In ambito scientifico si parla di upper eyelid hollowing, superior sulcus hollowing o sunken upper eyelid. Il solco palpebrale superiore diventa più profondo, mentre la transizione tra fronte, sopracciglio e palpebra perde la sua naturale continuità.
Questa condizione può rendere maggiormente visibili l’arcata ossea e la piega palpebrale, creando ombre che cambiano l’aspetto dello sguardo. La letteratura descrive lo svuotamento superiore come uno dei possibili segni dell’invecchiamento perioculare, ma sottolinea anche il ruolo della conformazione anatomica, della perdita dei tessuti molli e di precedenti procedure chirurgiche.
L’occhio non è necessariamente più piccolo. È il rapporto tra le strutture che lo circondano a farlo apparire più incassato.
“Sunken eye” ed enoftalmo sono la stessa cosa?
Non sempre. L’espressione sunken eye viene utilizzata online in modo molto generico per descrivere qualunque occhio che appaia scavato o infossato. Dal punto di vista medico, però, bisogna distinguere lo svuotamento estetico della palpebra superiore dal vero enoftalmo.
L’enoftalmo è la reale posizione arretrata del bulbo oculare all’interno dell’orbita. Può essere legato a traumi, modificazioni delle pareti ossee, riduzione del grasso orbitario, fibrosi e altre condizioni orbitarie o sistemiche. In alcuni casi può rappresentare il primo segnale di una patologia che richiede approfondimenti specialistici.
La palpebra superiore scavata di interesse estetico, invece, può presentarsi anche quando la posizione del bulbo è normale.
È una distinzione importante, soprattutto se lo svuotamento:
compare improvvisamente;
interessa prevalentemente un solo occhio;
segue un trauma;
è associato a visione doppia;
provoca dolore;
modifica la motilità oculare;
si accompagna a un abbassamento evidente della palpebra.
In questi casi, prima di pensare a un trattamento estetico, è necessaria una valutazione oftalmologica o oculoplastica.
Perché la palpebra superiore può diventare scavata: le cause principali
Non esiste una sola causa. La regione perioculare è formata da pelle, muscolo orbicolare, grasso, legamenti, setto orbitario, strutture ossee e tessuti profondi. Lo svuotamento può derivare dal cambiamento di uno o più di questi elementi.
La conformazione anatomica
Alcune persone possiedono naturalmente una palpebra superiore più scavata. La struttura dell’orbita, la posizione del sopracciglio, la quantità di tessuto adiposo e la conformazione della piega palpebrale possono rendere il solco superiore evidente già in giovane età.
In questi casi non si tratta necessariamente di invecchiamento. È una caratteristica costituzionale del volto, che può essere presente anche in altri membri della famiglia.
Il trattamento, quando richiesto, non dovrebbe cancellare questa identità anatomica. L’obiettivo deve essere attenuare un’ombra eccessiva o correggere un’asimmetria, senza trasformare uno sguardo naturalmente profondo in una palpebra artificiosamente piena.
L’invecchiamento della regione perioculare
Con il tempo non cambia soltanto la pelle ma si modificano la distribuzione del grasso, la qualità dei tessuti molli, il supporto osseo e la posizione del sopracciglio. Nella palpebra superiore il compartimento adiposo centrale può ridursi, mentre altre aree possono conservarsi maggiormente o diventare relativamente più evidenti.
Questo spiega perché l’invecchiamento palpebrale non produca sempre lo stesso risultato.
In alcune persone prevale l’eccesso di pelle. In altre si manifesta un abbassamento del sopracciglio. In altre ancora domina la perdita di volume, con una palpebra progressivamente più vuota e un solco superiore più profondo.
Non è raro che più fenomeni convivano nello stesso volto.
Una palpebra può apparire contemporaneamente scavata, rilassata e leggermente abbassata. Pensare di risolvere tutto attraverso un unico trattamento significherebbe ignorare la complessità anatomica dello sguardo.
Dimagrimento e perdita di volume del volto
Una perdita di peso significativa può rendere più evidenti le strutture ossee e ridurre il supporto dei tessuti molli del volto. Anche la regione temporale, il sopracciglio e la palpebra superiore possono apparire più scavati. In questi casi il cambiamento non riguarda necessariamente un singolo punto, ma l’intero terzo superiore del volto.
Prima di intervenire direttamente sulla palpebra, può quindi essere necessario valutare anche tempie, fronte, sopracciglio e zigomo.
La medicina estetica moderna non dovrebbe inseguire ogni ombra isolatamente. Dovrebbe comprendere il sistema di volumi che la genera.
Una blefaroplastica troppo demolitiva
In passato la blefaroplastica superiore veniva spesso interpretata soprattutto come una procedura di rimozione: eliminare pelle, muscolo e grasso per alleggerire la palpebra.
Oggi l’approccio è generalmente più conservativo.
Una rimozione eccessiva del grasso può infatti lasciare la regione superiore svuotata, accentuando il solco e producendo uno sguardo scheletrico o precocemente invecchiato. La letteratura chirurgica ha progressivamente evidenziato la necessità di preservare, riposizionare o ripristinare i volumi palpebrali quando necessario.
Lo svuotamento post-chirurgico può essere simmetrico oppure risultare più evidente da un lato. La sua correzione richiede particolare prudenza, perché i tessuti possono presentare cicatrici, aderenze o alterazioni dei piani anatomici.
Asimmetrie del sopracciglio e della regione temporale
A volte la palpebra appare scavata perché il sopracciglio ha perso sostegno o perché la tempia si è svuotata.
La regione temporale, l’arcata sopraccigliare e la palpebra superiore sono visivamente e anatomicamente collegate. Quando la parte laterale della fronte perde volume, la coda del sopracciglio può apparire meno sostenuta e l’occhio più incassato.
In questi casi riempire direttamente la palpebra potrebbe non essere la prima scelta.
Il trattamento più corretto può consistere nel recuperare il sostegno delle zone circostanti, osservando successivamente quanto dello svuotamento palpebrale rimanga realmente da correggere.
Perché l’occhio scavato cambia così tanto l’espressione
Lo sguardo viene percepito attraverso il rapporto tra luce e ombra. Quando il solco superiore si approfondisce, l’ombra diventa più intensa e crea una separazione netta tra sopracciglio e palpebra. L’occhio può apparire più piccolo, meno aperto e più distante dal resto del volto.
Il paziente può sembrare:
stanco;
dimagrito;
severo;
triste;
invecchiato;
meno luminoso.
Questo non dipende necessariamente da un reale cambiamento dell’umore o dello stato di salute. È l’architettura perioculare a comunicare un’espressione diversa.
Proprio per questo la correzione non dovrebbe avere l’obiettivo di creare una palpebra “piena”. Dovrebbe ridurre l’eccesso di ombra e ristabilire una transizione più armoniosa tra sopracciglio, solco superiore e occhio.
Occhio scavato, palpebra cadente ed eccesso di pelle: come distinguerli?
Sono condizioni differenti, anche se possono presentarsi insieme.
Nella palpebra superiore scavata prevale una perdita o una carenza di volume.
Nella dermatocalasi è presente soprattutto un eccesso di pelle, che può creare una piega pesante sopra l’occhio.
Nella ptosi palpebrale il margine della palpebra superiore si abbassa e può coprire una parte maggiore dell’iride o della pupilla.
Nella discesa del sopracciglio, invece, è l’arcata sopraccigliare a spostarsi verso il basso, aumentando il peso apparente sulla palpebra.
La differenza non è soltanto terminologica. Cambia completamente il trattamento. Aggiungere volume in presenza di un vero eccesso di pelle può rendere l’occhio più pesante. Utilizzare soltanto la tossina botulinica non risolve una significativa perdita di volume. Una blefaroplastica eseguita senza considerare lo svuotamento potrebbe accentuarlo.
La diagnosi deve quindi precedere la tecnica.
Come si valuta una palpebra superiore scavata
La visita non può limitarsi a osservare il solco. È necessario studiare l’intera regione perioculare e il terzo superiore del volto, sia frontalmente sia di profilo e in movimento.
Valuto la posizione del sopracciglio, la quantità di pelle, la profondità del solco, la simmetria tra i due lati, la dinamica della fronte, la regione temporale e l’eventuale presenza di ptosi.
È importante conoscere anche:
interventi precedenti;
filler già eseguiti;
variazioni di peso;
traumi;
patologie oculari;
farmaci assunti;
momento e velocità di comparsa dello svuotamento.
Un’altra domanda fondamentale è quale risultato desideri il paziente.
Alcune persone vogliono soltanto attenuare leggermente l’ombra. Altre chiedono una trasformazione molto più evidente. Nella regione perioculare, però, non sempre ciò che il paziente immagina coincide con ciò che l’anatomia consente di ottenere in sicurezza.
Il ruolo del medico non consiste nel confermare automaticamente la richiesta, ma nel interpretarla.
Occhio infossato: le opzioni di trattamento
Il trattamento dipende dalla causa, dalla profondità dello svuotamento, dalla qualità dei tessuti e dalla presenza di alterazioni associate. Come di consueto, non esiste una risposta universale ma una scelta professionale che dipende da molteplici fattori.
Filler a base di acido ialuronico
In pazienti accuratamente selezionati, l’acido ialuronico può essere utilizzato per ripristinare in modo graduale una parte del volume perso nella palpebra superiore.
Il filler non dovrebbe riempire completamente ogni concavità. Deve accompagnare l’anatomia e ridurre la discontinuità tra arcata sopraccigliare e palpebra.
Uno studio su pazienti con sunken upper eyelid ha descritto risultati naturali e generalmente stabili fino a un anno attraverso un trattamento frazionato in più sedute. Gli stessi autori sottolineano però la complessità anatomica della regione e la necessità di scegliere accuratamente tecnica e caratteristiche del prodotto.
Un’altra esperienza clinica condotta su 500 pazienti ha proposto una classificazione dello svuotamento superiore e un approccio differenziato tra filler, chirurgia o combinazione delle due strategie.
Questi dati non significano che il filler sia sempre indicato o che produca lo stesso risultato in ogni paziente.
La palpebra superiore è un’area sottile, mobile e vascolarizzata. Piccole differenze nella quantità o nel piano di iniezione possono modificare in modo evidente l’esito.
Per questo preferisco un trattamento conservativo e progressivo: meno prodotto, maggiore precisione e rivalutazione nel tempo.
Trattamento della tempia o del sopracciglio
Quando lo svuotamento superiore dipende anche dalla perdita di sostegno della tempia o dell’arcata sopraccigliare, può essere più corretto iniziare dalle strutture circostanti.
Ripristinare l’equilibrio del terzo superiore può migliorare indirettamente l’apertura dello sguardo e ridurre la percezione dell’occhio scavato.
Questo approccio evita di concentrare una quantità eccessiva di prodotto in una delle zone più delicate del volto. Non si tratta di “riempire tutto”, ma di comprendere quale struttura abbia realmente perso sostegno.
Grasso autologo e trattamento chirurgico
Nei casi più marcati, nelle correzioni post-blefaroplastica o quando coesistono ptosi, lassità ed eccesso cutaneo, può essere indicata una valutazione chirurgica.
Le possibilità comprendono la redistribuzione del grasso orbitario, il lipofilling e tecniche combinate di blefaroplastica conservativa. La scelta dipende dalla condizione dei tessuti, dalle cicatrici, dalla funzione palpebrale e dall’entità dello svuotamento.
Il filler e la chirurgia non devono essere considerati concorrenti. Sono strumenti differenti, indicati per problemi differenti. In alcuni pazienti una strategia ambulatoriale è sufficiente. In altri produce soltanto una correzione parziale. In altri ancora non rappresenta la soluzione più appropriata.
Il Botox può correggere la palpebra superiore scavata?
Non direttamente. La tossina botulinica agisce sull’attività muscolare, non ripristina il volume perso.
Può essere utilizzata, in pazienti selezionati, per modificare l’equilibrio delle forze che agiscono sul sopracciglio e ottenere una lieve apertura dello sguardo. Non può però riempire un solco superiore profondo.
Anzi, un trattamento non correttamente pianificato potrebbe abbassare il sopracciglio o rendere più evidente una preesistente pesantezza palpebrale.
Anche in questo caso la domanda non dovrebbe essere “Botox o filler?”, ma “qual è la causa del cambiamento?”.
Il filler della palpebra superiore è sicuro?
L’acido ialuronico è un materiale riassorbibile e può essere dissolto attraverso la ialuronidasi. Questo rappresenta un vantaggio importante, ma non rende il trattamento privo di rischi.
Gli effetti più comuni dei filler comprendono gonfiore, lividi, sensibilità, irregolarità e asimmetrie temporanee. Nella regione perioculare possono inoltre verificarsi edema persistente, noduli, visibilità del prodotto o sovracorrezione.
Le complicanze vascolari sono rare, ma possono essere molto gravi. Una revisione dell’American Academy of Ophthalmology ha documentato casi di perdita visiva associati all’iniezione accidentale intravascolare di filler in diverse aree del volto, compresa, seppure raramente, la regione palpebrale.
È quindi scorretto presentare il filler della palpebra superiore come un trattamento banale o come un semplice “ritocco”.
La sicurezza dipende da:
conoscenza anatomica;
selezione del paziente;
scelta del prodotto;
tecnica;
quantità;
capacità di riconoscere immediatamente una complicanza;
disponibilità di un protocollo di gestione.
La medicina estetica della regione perioculare richiede più prudenza, non più promesse.
Non bisogna riempire l’occhio: bisogna restituire equilibrio allo sguardo
L’errore più frequente è osservare il vuoto e pensare immediatamente al volume, ma una palpebra superiore naturale non è completamente piena. Possiede concavità, transizioni e differenze tra un lato e l’altro che contribuiscono all’identità dello sguardo.
Correggere troppo può rendere la palpebra pesante, gonfia o poco espressiva.
L’obiettivo non dovrebbe essere cancellare il solco, ma ridurre quella profondità eccessiva che rende lo sguardo più stanco o scheletrico. In alcuni pazienti sarà indicato un filler molto delicato. In altri sarà necessario sostenere prima la tempia o il sopracciglio. In altri ancora la soluzione più corretta sarà chirurgica oppure consisterà nel non intervenire. Non esiste un protocollo universale perché non esistono due sguardi identici.
I trattamento giusto nasce dalla diagnosi
Lo svuotamento della palpebra superiore è un cambiamento spesso sottovalutato ma capace, come abbiamo visto, di modificare profondamente l’espressività del volto.
Può essere costituzionale, comparire con l’invecchiamento, accentuarsi dopo un dimagrimento o rappresentare l’esito di una precedente blefaroplastica. Capire quale di queste condizioni sia presente è indispensabile per scegliere il percorso corretto.
La regione perioculare non tollera semplificazioni. È un sistema anatomico delicato, nel quale volume, pelle, sopracciglio, muscoli e posizione dell’occhio devono essere valutati insieme.
Il risultato migliore non è una palpebra riempita ma è uno sguardo che torna a sembrare riposato, equilibrato e coerente con il volto, senza perdere la profondità e l’espressività che lo rendono riconoscibile.
Durante la visita medica - che come amo ripetere è parte integrante del trattamento di medicina estetica ed è di fondamentale importanza per un percorso di successo - è possibile valutare se lo svuotamento dipenda dalla perdita di volume della palpebra, dalla regione temporale, dalla posizione del sopracciglio oppure da condizioni che richiedono un approfondimento differente.
Prenota una visita medica per ricevere una valutazione personalizzata dello sguardo.
Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgative e non sostituiscono una visita medica, una valutazione oftalmologica o una diagnosi specialistica.
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