Centro di Riferimento ENDOLIFT®, RADIESSE®, ZO SKIN HEALTH®, ULTHERAPY® e SKINPEN® a Napoli e Milano

Chirurgo e Medico Estetico

Centro di Riferimento ENDOLIFT®, RADIESSE®, ZO SKIN HEALTH®, ULTHERAPY® e SKINPEN® a Napoli e Milano

SkinPen® e Microneedling: la nuova frontiera per migliorare la qualità della pelle

Lassità cutanea volto: come fermare il “rilassamento” del viso senza chirurgia

Quando si parla di lassità cutanea, spesso si pensa ad un evento improvviso, una condizione che ieri non c’era e oggi c’è, come la caduta improvvisa di una impalcatura, come una frattura ossea, un passaggio improvviso da un prima e un dopo. Nulla di più sbagliato. Dal punto di vista biologico, la lassità cutanea è un processo lento e progressivo, inizialmente poco evidente. Nelle prime fasi del processo, la sintomatologia è difficile da riconoscere e quando il paziente inizia a “vedersi diverso”, in realtà il cambiamento è già in corso da tempo. Il volto non perde tono in un momento preciso: lo perde nel corso del tempo attraverso una modificazione della struttura tissutale che precede di molto la sua manifestazione clinica. Questo scarto tra processo biologico e percezione visiva rappresenta uno degli aspetti più rilevanti nella gestione della lassità.

La lassità non è un problema della pelle: è un problema di struttura

Ridurre la lassità a un fenomeno superficiale è una semplificazione. Il volto è un sistema complesso, costituito da più livelli funzionalmente interconnessi: cute, sottocute, compartimenti adiposi, strutture fibrose e sistema muscolo-aponeurotico superficiale (SMAS).

Con l’invecchiamento, non si verifica soltanto una riduzione del collagene dermico ma si osserva anche una progressiva disorganizzazione del matrisoma, una riduzione della qualità del tessuto connettivo e una perdita di tensione delle strutture di supporto profonde.

Il risultato visibile — cedimento, perdita di definizione, alterazione dei contorni — è quindi l’espressione finale di un’alterazione che coinvolge l’intero sistema.

Perché intervenire solo in superficie spesso non è sufficiente

Molti trattamenti estetici sono orientati al miglioramento della qualità cutanea o al ripristino dei volumi. Questi interventi possono produrre benefici evidenti – almeno nell’immediato - ma non sempre incidono sul livello in cui ha origine il problema. Quindi, semplicemente, non lo risolvono, non lo curano: lo coprono artificiosamente.

Quando la componente principale della lassità è legata alla perdita di supporto profondo, un approccio esclusivamente superficiale tende a generare risultati parziali o temporanei. Da qui deriva una dinamica clinica frequente: miglioramenti iniziali soddisfacenti, seguiti da una progressiva perdita di coerenza del risultato.

Il ruolo del piano profondo: il sistema di sostegno del volto

Nel volto esiste un livello strutturale spesso poco considerato nella pratica non chirurgica: il sistema muscolo-aponeurotico superficiale (SMAS). Si tratta della stessa struttura su cui interviene la chirurgia nel lifting tradizionale.

Quando questo sistema perde tensione e capacità di sostegno, il volto modifica la propria architettura. Comprendere questo passaggio è fondamentale: se il cedimento origina a questo livello, è su questo livello che, ove possibile, deve essere indirizzato l’intervento.

Un cambio di paradigma: dalla correzione alla modulazione biologica

Negli ultimi anni, la medicina estetica ha progressivamente modificato il proprio approccio. Non si tratta più soltanto di correggere ciò che è visibile, ma di intervenire sui meccanismi che lo determinano. Questo implica un passaggio concettuale rilevante: dalla logica della correzione a quella della modulazione biologica. In questa prospettiva, il trattamento non è più un atto isolato, ma una strategia che tiene conto della fisiologia del tessuto e della sua evoluzione nel tempo.

Lavorare in profondità: quando la tecnologia incontra la clinica

La possibilità di intervenire sui piani profondi senza ricorrere alla chirurgia rappresenta uno degli sviluppi più significativi della medicina estetica contemporanea. Ultherapy Prime, grazie alla sua tecnologia avanzata, utilizza gli ultrasuoni microfocalizzati per raggiungere selettivamente i diversi strati tissutali, inclusi quelli più profondi. Il valore di questo sistema non risiede unicamente nella capacità di raggiungere il target, ma nella possibilità di farlo in modo controllato, adattando l’energia alla struttura specifica del paziente. Il risultato? Un trattamento realmente efficace e su misura.

Perché la risposta al trattamento non è mai uguale e il ruolo del medico: dalla tecnica alla interpretazione

Un aspetto centrale nella gestione della lassità è la variabilità della risposta. Pazienti con caratteristiche apparentemente simili possono presentare esiti molto differenti.

Questo dipende da variabili biologiche quali:

  • qualità del matrisoma

  • stato infiammatorio

  • efficienza del microcircolo

  • capacità rigenerativa del tessuto

Ne deriva che il trattamento non può essere standardizzato, ma deve essere costruito sulla base di una valutazione clinica individuale. E qui entra in gioco la capacità interpretativa del medico, una variabile in determinante nel risultato. La tecnologia rappresenta un supporto fondamentale nel campo della medicina estetica, ma a fare la differenza è ancora il medico, il quale non si si può limitare ad eseguire un protocollo, ma deve analizzare il tessuto, valutarne le caratteristiche e decidere come modulare l’intervento. Questo passaggio — dall’esecuzione alla interpretazione — rappresenta uno degli elementi distintivi della medicina estetica avanzata.

Esperienza clinica e visione: il valore dell’approccio

Nella pratica clinica quotidiana, presso il mio studio di Napoli, in zona Chiaia, questo approccio si traduce in una valutazione sistematica del volto come unità funzionale. Ogni trattamento viene inserito all’interno di un percorso che tiene conto non solo dell’obiettivo estetico, ma della biologia del tessuto.

L’esperienza maturata anche in contesti di ricerca e collaborazione con aziende internazionali consente di integrare la tecnologia in modo consapevole, evitando un utilizzo standardizzato e non contestualizzato.

Riferimenti bibliografici

Rittié L, Fisher GJ. Natural and sun-induced aging of human skin. Cold Spring Harbor Perspectives in Medicine. 2015;5(1):a015370.

Sherratt MJ. Tissue elasticity and the ageing elastic fibre. Age (Dordrecht). 2009;31(4):305–325.

Quan T, Fisher GJ. Role of age-associated alterations of the dermal extracellular matrix microenvironment in human skin aging. Gerontology. 2015;61(5):427–434.

Frantz C, Stewart KM, Weaver VM. The extracellular matrix at a glance. Journal of Cell Science. 2010;123(Pt 24):4195–4200.

Eckes B, Nischt R, Krieg T. Cell-matrix interactions in dermal repair and scarring. Fibrogenesis & Tissue Repair. 2010;3:4.

Wang AS, Dreesen O. Biomarkers of cellular senescence and skin aging. Frontiers in Genetics. 2018;9:247.

Ganceviciene R, Liakou AI, Theodoridis A, Makrantonaki E, Zouboulis CC. Skin anti-aging strategies. Dermato-Endocrinology. 2012;4(3):308–319.

Swift A, Remington K. BeautiPHIcation™: a global approach to facial beauty. Clinical Plastic Surgery. 2011;38(3):347–377.

Rohrich RJ, Pessa JE. The fat compartments of the face: anatomy and clinical implications. Plastic and Reconstructive Surgery. 2007;119(7):2219–2227.

Ghassemi A, Prescher A, Riediger D, Axer H. Anatomy of the SMAS revisited. Aesthetic Plastic Surgery. 2003;27(4):258–264.

Mitz V, Peyronie M. The superficial musculo-aponeurotic system (SMAS) in the parotid and cheek area. Plastic and Reconstructive Surgery. 1976;58(1):80–88.

Fabi SG, Goldman MP. Retightening of aging skin: mechanisms and treatment approaches. Journal of Cosmetic Dermatology. 2014;13(2):114–121.

Pavicic T, et al. Microfocused ultrasound with visualization for skin tightening and lifting: consensus guidelines. Journal of Cosmetic Dermatology. 2021;20(6):1722–1730.

Goldberg DJ, et al. Clinical and histologic evaluation of microfocused ultrasound for lifting and tightening. Dermatologic Surgery. 2014;40(5):513–520.

Alam M, et al. Ultrasound tightening of facial and neck skin: a rater-blinded prospective study. Journal of the American Academy of Dermatology. 2010;62(2):262–269.

Se vuoi informazioni sui trattamenti e le disponibilità per una visita medica, scrivici su WhatsApp.